La ragazza che debuttò qui e il cui nome diventò una parola
Debuttò qui a tredici anni, diventò una delle ballerine più famose d'Europa, e a Rio de Janeiro il suo nome finì nei dizionari come sinonimo di casino.
Il 21 maggio 1841, sul palco del teatro appena nato di Castel San Giovanni, sale una ragazzina di tredici anni. Si chiama Anna Maria Baderna, tutti la chiameranno Marietta, ed è figlia di un chirurgo del paese. Nessuno, quella sera, può immaginare che il suo nome finirà un giorno su un dizionario, in un altro continente, con un significato che non ha niente a che fare con la danza.
Il talento c'è, ed è evidente da subito. Pochi anni dopo entra nella scuola del coreografo Carlo Blasis e nel corpo di ballo del Teatro alla Scala di Milano, il palcoscenico più importante della danza italiana dell'epoca. Nell'autunno del 1843 ne diventa la prima ballerina, in produzioni come "Il rajà e la bajadera" e "Caterina Cornaro". Nel 1845 firma come prima ballerina assoluta al Teatro Comunale di Bologna, poi danza a Trieste, poi ancora alla Scala. Nel 1847 va in Inghilterra al fianco del suo maestro. In pochi anni, la ragazza che aveva debuttato in un piccolo teatro di provincia si ritrova sui palcoscenici più importanti d'Europa.
Ma è quello che succede dopo il 1849, quando si trasferisce in Brasile, a rendere la sua storia davvero fuori dal comune. A Rio de Janeiro, Marietta diventa un fenomeno: il pubblico la adora al punto che ogni sua esibizione si trasforma in un evento incontrollabile, tra ressa, urla e fan che perdono completamente la testa. Lei, dal suo lato, non resta un'ospite distante: si appassiona alla cultura popolare brasiliana e inserisce nelle sue performance elementi di lundu, una danza afrobrasiliana, mescolando il balletto europeo con quello che vede intorno a sé.
L'entusiasmo dei suoi fan diventa così proverbiale che il suo cognome comincia a essere usato per descrivere qualunque momento di confusione totale, di baccano, di casino: il lessicografo brasiliano Antonio Joaquim de Macedo Soares lo registra come sostantivo comune già nell'Ottocento. Marietta muore a Rio de Janeiro il 3 gennaio 1892, ma la parola che porta il suo nome le sopravvive: i brasiliani continuano a usare "baderna" ancora oggi per dire "casino", "tumulto", "festa fuori controllo", spesso senza sapere che viene dal cognome di una ragazza che aveva debuttato, tredicenne, su un piccolo palco di provincia in Emilia.
È uno dei pochi casi in cui una persona diventa, letteralmente, una parola del vocabolario di un altro paese. E tutto è cominciato qui, in questa sala, la sera in cui una tredicenne di Castel San Giovanni ha fatto il suo primo passo di danza in pubblico.