Caterina d’Alessandria: la ragazza che sfidò l’imperatore
Una nobile di Alessandria che sfidò un imperatore a parole, convertì i suoi stessi filosofi e morì sotto una ruota dentata spezzata da un fulmine.
È il 305, più o meno, le fonti non sono d’accordo sulla data.
Nel palazzo dell’imperatore è in corso una grande festa. Si sacrificano animali agli dèi, i sacerdoti officiano i riti e tutti fanno attenzione a non compiere un gesto che possa dispiacere al sovrano.
Poi, nel bel mezzo della cerimonia, entra Caterina. È giovane, bellissima e straordinariamente colta. Ma soprattutto non ha paura.
Mentre tutti sacrificano agli dèi per compiacere l’imperatore, lei si ferma davanti al trono e comincia a parlare di un uomo chiamato Cristo. Ne parla con una naturalezza disarmante, come se fosse la cosa più ovvia del mondo.
L’imperatore rimane colpito. Dalla sua bellezza, certo, ma anche dalla sua intelligenza e dalla sua cultura. Decide quindi di non farla semplicemente tacere, decide di sposarla, ma prima deve piegarla.
Convoca i migliori retori e filosofi dell’impero: gli uomini più preparati, quelli abituati a vincere ogni disputa con la forza della parola. Il confronto sarà pubblico. In gioco c’è la vita della ragazza. Ma succede qualcosa che l’imperatore non aveva previsto. I retori perdono. Uno dopo l’altro, vengono conquistati dalle argomentazioni di Caterina. E non si limitano a riconoscere la sua vittoria: si convertono al cristianesimo.
L’imperatore reagisce con furia e ordina che vengano tutti giustiziati e lei rifiuta di sposarlo. A quel punto, per salvare il proprio onore all'imperatore non resta che la tortura. Fu preparata una ruota dentata, uno strumento concepito per spezzare lentamente il corpo della vittima. Caterina viene legata e la macchina sta per essere azionata.
Ma proprio allora accade il miracolo. Il cielo, fino a quel momento sereno, si oscura improvvisamente. Nuvole nere si addensano sopra il palazzo e un fulmine cade sulla ruota, mandandola in pezzi.
L’imperatore non si arrende e ordina che Caterina venga decapitata. E anche questa volta, secondo la tradizione, accade qualcosa di impossibile: dal collo della santa non sgorga sangue, ma latte.
Caterina muore, ma la sua storia sopravvive. Per secoli diventa la santa di chi deve affrontare il potere senza lasciarsi intimidire: protettrice contro i tiranni, ma anche contro i falsi sapienti. Una ragazza sola davanti a un imperatore, con l’unica arma che può portare con sé: la parola.