Il treno che saliva in collina
Dal 1893 al 1938 una tranvia collegava la stazione alla collina della Val Tidone, prima di essere sostituita dagli autobus alla vigilia della guerra.
Nel 1893, chi viveva nei paesi collinari della Val Tidone aveva un problema molto concreto: la ferrovia "grande", quella per Alessandria e Piacenza, si fermava in pianura, a Castel San Giovanni. Per arrivare a Borgonovo, Pianello o Nibbiano restava solo la strada, con tutto quello che significava allora in termini di tempo e fatica.
Quell'anno la soluzione arriva sotto forma di una tranvia a vapore, e il primo tratto a essere inaugurato è proprio quello che raggiunge Castel San Giovanni: per un po' di tempo il paese diventa il capolinea provvisorio di una linea che, di lì a poco, sarebbe salita fino in collina. Un contadino di Nibbiano che doveva raggiungere Piacenza per vendere il raccolto, da quel momento, aveva un percorso in più: prima la tranvia fino a Castel San Giovanni, poi il cambio sul treno vero e proprio. Due mezzi diversi, due biglietti, ma un tragitto che prima richiedeva un giorno intero a cavallo o a piedi diventava improvvisamente qualcosa di gestibile.
La tranvia viene poi elettrificata, e per decenni resta il modo normale per scendere dalla collina alla pianura. Poi, nel 1938, viene soppiantata dagli autobus. È un dettaglio che vale la pena notare: proprio mentre l'Europa si avviava verso la Seconda guerra mondiale, la Val Tidone stava vivendo un cambiamento molto più piccolo e molto più concreto, il passaggio dai binari alla gomma, dal vapore al motore a scoppio, un pezzo di modernità che arrivava indipendentemente da quello che si stava preparando altrove.
Oggi di quella tranvia non resta quasi nulla di visibile: nessun binario, nessuna pensilina. Resta solo il fatto, facile da dimenticare, che per quarantacinque anni la collina piacentina è stata collegata alla pianura da un mezzo che oggi sembrerebbe fuori posto, e che probabilmente qualcuno, negli anni Trenta, guardava già come un ricordo di un'epoca che stava finendo.