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Un teatro all'italiana nato dentro una chiesa sconsacrata

Il Teatro Verdi occupa l'edificio di un'ex chiesa, e questa origine si vede ancora oggi: la struttura della navata originaria è ancora leggibile nella sua struttura.

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Il Teatro Verdi occupa l'edificio di un'ex chiesa, e questa origine si vede ancora oggi: nella sala, la struttura della navata originaria della chiesa secentesca di Santa Giustina resta leggibile su uno dei due lati lunghi, un promemoria architettonico di cosa c'era qui prima che diventasse un teatro.

L'esterno, dopo i restauri avviati all'inizio degli anni Ottanta su progetto degli architetti Baggi e Curtoni di Piacenza, è rimasto volutamente semplice e spoglio, senza gli sfarzi ottocenteschi che caratterizzano molti teatri all'italiana della stessa epoca. Il foyer, invece, mostra a vista le antiche volte a crociera recuperate durante quello stesso intervento.

All'interno, la platea è sormontata da una galleria costruita nel dopoguerra e poi sostituita da un moderno impianto in cemento, ferro e legno, a cui si accede tramite una scala elicoidale collocata in fondo alla sala; due ballatoi corrono lungo i lati lunghi. Il palcoscenico è stato dotato di camerini e servizi nel retropalco, ricavati inglobando gli spazi dell'ex caserma dei Dragoni, che un tempo occupava l'area adiacente.

Nato dalla soppressione napoleonica della chiesa nel 1805 e dalla decisione dei cittadini, nel 1821, di riconvertirla con una sottoscrizione pubblica, il teatro ha festeggiato duecento anni di vita nel 2023 ed è tuttora la sede della stagione teatrale del paese.