Il napoletano nato in Emilia
Nato in un paese emiliano da genitori napoletani, Pippo Santonastaso costruì la sua carriera comica su un'identità che non era quella del territorio in cui era cresciuto.
Giuseppe Santonastaso, per tutti Pippo, nasce a Castel San Giovanni il 25 maggio 1936, da una famiglia napoletana. È un dettaglio che vale la pena fermarsi a guardare: uno dei comici più riconoscibili della comicità napoletana del secondo Novecento non ha mai vissuto a Napoli da bambino, è cresciuto in un paese della bassa piacentina, tra la nebbia e i portici, non tra i vicoli e il mare.
Eppure quando arriva il momento di costruire il proprio personaggio pubblico, Pippo non sceglie l'accento emiliano che probabilmente ha imparato per primo. Sceglie di essere, sul palco e in televisione, profondamente napoletano: gesti, ritmo, cadenza, tutto costruito su un'identità che aveva ricevuto in eredità dalla famiglia, non dal territorio in cui era cresciuto. È la prova che un'identità non è per forza il posto dove sei nato: a volte è il racconto che la tua famiglia continua a farti su chi siete, anche quando il posto intorno racconta una storia diversa.
Con il fratello minore Mario forma un duo comico-musicale che debutta in RAI il 4 ottobre 1970, nel programma "Ti piace la mia faccia?". Diventano volti familiari in tutte le case italiane. Pippo lavora anche al cinema come spalla di Adriano Celentano in diversi film, un ruolo che richiede talento ma raramente porta il nome in cima ai titoli di testa. L'unica volta in cui è protagonista assoluto è nel film "Geometra Prinetti selvaggiamente Osvaldo", un'eccezione in una carriera passata per lo più a far ridere standoci accanto, non davanti.
Un ragazzo nato in Emilia da genitori napoletani, diventato comico napoletano per il pubblico di tutta Italia: a volte l'identità che scegli di raccontare pesa più di quella scritta sul certificato di nascita.