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La pentola di monete romane

Nel 1831, lavorando la terra, un contadino trova un vaso pieno di monete d'argento romane vecchie di duemila anni.

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Nel 1831 un contadino sta lavorando la terra quando la sua zappa o l'aratro urtano qualcosa di duro, sotto la superficie: non una pietra, ma un vaso di creta, grande come una pentola, ancora intatto dopo secoli sottoterra.

Dentro, centinaia di monete d'argento. Sono denari consolari romani, probabilmente nascosti lì durante le guerre civili dell'epoca di Cesare, forse da qualcuno che sperava di tornare a riprenderseli e non ce la fece mai.

Le monete arrivano fino al pretore di Castel San Giovanni, e grazie a lui e alla proprietaria del terreno, quarantatré di quei denari vengono donati al Museo Ducale di Parma, dove si trovano ancora oggi.

Quel ritrovamento racconta qualcosa di più grande di un semplice tesoro contadino: conferma che questa zona, già duemila anni fa, non era campagna isolata. Qui passava la via Postumia, una delle grandi strade consolari romane, e non lontano c'era un porto sul Po, a Parpanese. Chiunque abbia sepolto quelle monete viveva in un luogo di passaggio, di traffici, forse di soldati in marcia.