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Il Mistadello

Luogo di Culto
Non c'è ancora in questa lingua o fascia d'età: questo è un ripiego.

Lungo la via Emilia, nella frazione di Fontana Pradosa, un piccolo edificio in stile neogotico cattura per un attimo lo sguardo di chi passa senza fermarsi: è Il Mistadello, un oratorio commissionato nel 1888 dai marchesi Paveri Fontana.

Il nome stesso appartiene a una categoria precisa di architettura religiosa minore: i "mistadelli" sono piccole strutture devozionali, oratori a cella semplice con abside e portico anteriore, diffusi tra il Quattrocento e il Seicento nel territorio tra Emilia, Toscana e Liguria, pensati come omaggio alla tradizione e richiesta di protezione sacra per chi lavorava la terra circostante. Nella maggior parte dei casi si tratta di semplici cappellette di campagna, quasi anonime.

Il Mistadello di Fontana Pradosa si distingue da quel modello per l'ambizione: costruito tre secoli dopo il periodo classico del genere, in uno stile neogotico allora di moda, è il gesto di una famiglia, i Paveri Fontana del clan dei "da Fontana", che affondava le proprie radici fino agli inizi dell'undicesimo secolo e che con questo piccolo edificio ha voluto lasciare un segno visibile proprio sulla strada più trafficata del territorio.

La cappella che un marchese volle sulla via Emilia

Nel 1888 i Marchesi Paveri Fontana commissionano, lungo la Via Emilia, nella frazione di Fontana Pradosa, un piccolo oratorio in stile neogotico: Il Mistadello. È un edificio elegante, pensato per colpire chi lo vede passando su una delle strade più antiche e trafficate d'Italia, quella tracciata dai romani duemila anni prima e ancora oggi arteria principale del territorio.

I Paveri Fontana non sono una famiglia qualunque. Appartengono al clan dei "da Fontana", una delle consorterie gentilizie più potenti del piacentino, con radici che affondano fino agli inizi dell'undicesimo secolo: quasi ottocento anni di storia familiare, prima ancora che quell'oratorio venisse costruito. Sono proprietari, fin dal Quattrocento, della possessione di Caramello, terra che tramandano di generazione in generazione insieme al cognome e al titolo.

Costruire un oratorio privato nell'Ottocento, in un'epoca in cui il potere delle grandi famiglie feudali si stava ormai sgretolando davanti allo stato unitario e alla borghesia emergente, è anche un gesto simbolico: un modo per restare visibili, per lasciare un segno di pietra proprio sulla strada che tutti percorrono, in un momento storico in cui i marchesi stavano lentamente perdendo la centralità che avevano avuto per secoli.

Oggi Il Mistadello resta lì, lungo la Via Emilia, spesso notato solo con la coda dell'occhio da chi lo supera in auto senza sapere che dietro quella facciata neogotica c'è quasi un millennio di storia di una delle famiglie più radicate del territorio piacentino.

Il Mistadello
Szeder László
Via Emilia Piacentina SS10 Padana Superiore, incrocio con via Gregorio da Fontana
29015 Castel San Giovanni Piacenza
Emilia-Romagna, Italia